LE TECNICHE INCISORIE La suddivisione delle tecniche incisorie secondo la matrice usa, in legno, in metallo o su pietra, non è oggi più seguita. Si preferisce la più sistematica classificazione basata sul procedimento di stampa. Si hanno così: tecniche in piano, tecniche in rilievo, tecniche in cavo.
1- Le tecniche in piano. Non è una vera e propria incisione, il segno non è in rilievo né in cavo. Il loro principio è basato sulla incompatibilità fra il grasso e l’acqua (litografia) e sulla schermatura all’inchiostro ottenuta nel tessuto di seta (serigrafia). Litografia: Ha origine verso la fine del Settecento. La matrice non viene incisa ma il segno è tracciato con una matita grassa, con gessetti, a spruzzo o con un pennello intriso di inchiostro grasso su una pietra calcarea dalla superficie finemente porosa o su una lastra di zinco granita per essere resa simile alla pietra. Il procedimento è basato sulla facilità con la quale una matrice di questo tipo assorbe l’acqua e i grassi e sulla repulsione che queste due sostanze hanno fra loro. Eseguito e fissato con gomma arabica e sostanze acidule il disegno sulla matrice, essa viene inumidita (la parte disegnata rifiuta l’acqua) e successivamente passata con un rullo inchiostrato: il disegno che ha rifiutato l’acqua assorbe invece l’inchiostro grasso, che in fase di stampa verrà depositato sul foglio, mentre le parti della matrice non disegnate, essendo umide, rifiutano l’inchiostro. Foto litografia: Il principio è il medesimo della litografia, solo che il segno viene fotografato da un disegno precedentemente eseguito in un qualsiasi, altro, supporto, e tramite un procedimento fotosensibile viene riprodotto su una lastra di zinco che funge da matrice. Serigrafia: è una tecnica antichissima (millenaria in Cina) e molto semplice, sia sul concetto che nella esecuzione. La matrice è costituita da un pezzo di seta a trama fine e regolare, o altro materiale che abbia le stesse caratteristiche, tenuto teso da un telaio. Coperte sulla matrice, mediante una vernice impermeabile, le zone che si vuole rimangano bianche, e inchiostrata con una spatola la seta, essa lascerà filtrare l’inchiostro solo nelle zone volute sul materiale che deve ricevere la stampa, sia esso carta o altro.
2-Le tecniche in rilievo. Già praticata verso la fine del Duecento è l’incisione in rilievo. L’inchiostro non penetra nelle parti incavate ma aderisce solo sulle parti sporgenti che si vedranno sul foglio. Il supporto è il legno, il linoleum e anche il metallo. Data la pressione piuttosto leggera necessaria per la stampa, queste incisioni sono prive ai margini del segno lasciato dalla matrice. Xilografia su legno di testa: cominciò ad apparire nel Settecento. Il legno, specialmente il bosso e l’acero, si tagliano di testa perpendicolarmente rispetto alla fibra. Permette un segno più fine e morbido che si ottiene con il bulino. Xilografia su legno di filo: l’incisore usa una tavoletta in melo, pero, faggio o quercia, tagliati lungo il filo della fibra. Il disegno viene tracciato con punte aguzze (sgorbie, coltellini, scalpelli). Incisione su metallo: la tecnica è simile alla Xilografia, ma la matrice è di rame. Linoleum grafia: altra tecnica simile alla Xilografia eseguita su matrice di linoleum che consente un’immagine più morbida.
3- Le tecniche in cavo. Nacquero verso la metà del Quattrocento. L’inchiostro viene pressato nelle cavità della matrice, di solito di rame, con dei tamponi, quindi asportato con tarlantana dalle zone in rilievo sicché il segno che si vedrà sulla stampa proviene dai tagli incavati. Tutte le stampe in cavo hanno l’impronta della matrice ben visibile data la notevole pressione esercitata durante la stampa. Incisione al bulino: il segno dell’incisione sul rame è prodotto dal bulino, un attrezzo d’acciaio con la punta molto affilata. Per ottenere un segno molto nitido le “barbe” vengono tolte con un raschietto. Puntasecca: le linee vengono incise sul metallo (in questo caso la lastra utilizzata è di zinco), mediante una punta d’acciaio che produce le barbe solo lateralmente. In questo caso le piccole lamine non vengono raschiate e producono un leggero alone ai lati del segno stampato. Maniera nera: la maniera nera è un processo negativo per cui l’artista incide partendo da un fondo scuro per arrivare alle zone bianche. Anche in questo caso le barbe vengono raschiate. Acquaforte: la lastra viene interamente coperta con una vernice protettiva composta di cere e bitume. Si traccia poi il segno con una punta d’acciaio scalfendo la vernice senza però intagliare la lastra. Si immerge la lastra in una soluzione mordente (solitamente una soluzione di acido nitrico e acqua) in modo che il segno scoperto subisca una corrosione. Si toglie la vernice protettiva con un solvente e si passa pio alla stampa. Vernice molle: questa tecnica è simile a quella usata per l’acquaforte, con la sola differenza che la vernice protettiva è più tenera (resina con cera e sego) ed è asportabile più facilmente con una leggera pressione. Il risultato è un segno più morbido. Acquatinta: si realizzano con questa tecnica i mezzi toni, anziché i puri segni come avviene con le altre tecniche in cavo. Per arrivare a questo risultato si deve ottenere sul foglio stampato una punteggiatura finissima, quasi invisibile a occhio nudo, con intensità diversa da zona a zona. Tecnica dello zucchero: permette di realizzare un segno assai morbido e sciolto, simile a una pennellata. La traccia viene, infatti, eseguita sulla lastra con il pennello intriso di una soluzione di zucchero e inchiostro non grasso. Si lascia asciugare e solidificare lo zucchero, quindi si copre tutta la matrice con un velo di bitume e si immerge nell’acqua calda. L’acqua filtra attraverso il bitume e fa sciogliere lo zucchero che a sua volta dissolve il bitume. La traccia viene in tal modo scoperta; la matrice viene poi trattata all’acquatinta.
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Titolo: Cesto d’autunno Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 230 x 500 Anno: 1993 |
Titolo: I due alberi Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 297 x 393 Anno: 1995 |
Titolo: Il cancello Tecnica: Acquaforte puntasecca Dimensioni mm: 471 x 330 Anno: 1991 |
Titolo: La siepe Tecnica: Acquaforte acquatinta Dimensioni mm: 368 x 195 Anno: 1989 |
Titolo: La Vigna Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 395 x 339 Anno: 1998 |
Titolo: Lungo il Sile Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 392 x 267 Anno: 1993 |
Titolo: Ombre Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 248 x 356 Anno: 1999 |
Titolo: Paesaggio invernale Tecnica: Acquaforte acquatinta Dimensioni mm: 470 x 328 Anno: 1987 |
Titolo: Pescherecci a Caorle Tecnica: Acquaforte puntasecca Dimensioni mm: 238 x 270 Anno: 1991 |
Titolo: Sentiero Tecnica: Acquaforte Dimensioni mm: 240 x 350 Anno: 1988 |